sabato 25 agosto 2007

Verdandi - La Emperatriz


Conosciuta con il vago e generico nome de "Lo Spirito", prima delle presentazioni ufficiali, Verdandi, detta (la) Emperatriz è, come intuibile, null'altro che un parto della malata mente di Azar. Diverso però dai soliti amici immaginari che i bambini tendono a crearsi. Decisamente diverso.
Per iniziare, non è un'entità esterna ad Azar, bensì le vive dentro, agitandosi pressapoco fra la cassa toracica e andando non oltre le ossa del bacino. Ogniqualvolta alla nostra mocciosa brontolasse lo stomaco, state pur certi che Verdandi avrà detto la sua, richiesta o meno.
E non solo le vive dentro, è lei che le dà la vita. Se Emperatriz decidesse di lasciare il corpo di Azar per più di un giorno esatto, ecco che Capitanessa Osso di Seppia cadrebbe a terra, rigida come un merluzzo pronto a diventare baccalà, morta stecchita. Verdandi è quindi, con ogni probabilità, la risposta di una ragazzina incolta alla vita e alla morte.
Azar racconta di aver visto una sola volta "Lo Spirito", che ha smesso di chiamare così proprio da quella volta. Innanzitutto, avrebbe potuto essere al massimo "La Spirita", visto che di una femmina si trattava. Definirla donna sarebbe inappropriato. Una satira. Inaudito! Lo san tutti che i fauni son solo maschi, così come le ninfe son solo femmine. E invece questa è una satira, che vi stia bene oppure no. Oh. Con una lunga, lunghissima chioma riccioluta dalle tinte ramate, lucidi boccoli, una criniera da cui spuntano imperiose due corna da antilope. Un visino dai tratti appena accennati, delicati e brevi, privo d'un qualcosa che ne spezzi l'armonia semplice e pulita. Occhi neri nerissimi, da fìera. La peluria caprina inizia a ricoprirla rada ma fitta già dalla base del collo e dalle spalle, fondendosi morbidamente con la carnagione bruna dell'epidermide del viso e delle mani, anch'esse glabre dal polso alle ultimi falangi. Il busto, nelle forme, ricorda quello d'una donna di corporatura esile ed asciutta, ma con un seno pieno, pur se a sua volta coperto da pelliccia, che si fa tanto folta quanto potrebbe esserlo in una qualsiasi bestia in prossimità dei fianchi, laddove ogni umana forma viene spazzata via da un paio di zampe da capra al posto delle gambe. Con tanto di duri zoccoli, sia chiaro, e di coda, ma lunga e sottile, a finire più folta, e snodabile e affidabile quanto quella d'una scimmia.
Azar nutre un riverenziale timore per quest'entità, non avendo alcun dubbio sulla sua reale esistenza, neppure sospettando che il tutto sia solo un inconscio frutto della propria immaginazione distorta. A tratti le si rivolge come ad un'amica d'altri tempi, ma, nei momenti di difficoltà, non è raro arrivi addirittura a pregarla, come fosse una Divinità che ha deciso di abitare dentro di lei, scegliendola fra tutti. Perché, fra gli "Spiriti" che abitano le pancie di tutti gli esseri viventi, animali o vegetali che siano, Verdandi è naturalmente la migliore.